Come fare per gustare l’olio
Si può parlare di degustazione dell’olio?
Si! Certo! Esiste una precisa terminologia anche nella degustazione dell’olio, come in quella del vino, a seconda del tipo di esame che andiamo a fare all’olio, la degustazione dell’olio si divide in questi step:
- Esame visivo: andremo a valutare la limpidezza (Opalescente, velato, limpido o cristallino) la densità (Fluido, poco denso, abbastanza denso o denso) ed il colore (dai toni del giallo paglierino, dorato, ambrato, al giallo-verde e tutti i toni del verde da quello dorato, topazio, smeraldo e di bottiglia)
- Esame Olfattivo: andremo a valutare l’intensità del profumo (leggero, intenso, molto intenso) la qualità (poco fine, abbastanza fine, fine, eccellente) e lo descriveremo con un aggettivo (agrumato, balsamico, floreale, fruttato vegetale, …) aiutandoci anche dai sensori percepiti (bergamotto, mandarino, pompelmo, mela, banana, nocciola, pinolo, …)
- Esame gustativo: anche qui abbiamo la valutazione dell’intensità del gusto (leggero, intenso, ..) e della struttura (magro, leggero, abbastanza strutturato o strutturato) mentre sempre un valido aiuto sono il riconoscimento dei gusti percepiti (sambuco, mela, pinolo, erba, cardo, oliva, cannella, …)
- Considerazioni finali: qui si devono andare a valutare 4 punti : l’equilibrio (sbilanciato, bilanciato, equilibrato) la qualità (fine, eccellente) il finale di bocca (semplice, complesso, persistente, armonico) e lo stato evolutivo (vecchio, maturo, in evoluzione, fragrante)
Il palato si abitua a riconoscere tutta questa serie di informazioni allenandolo, ecco perchè è utile mettere a confronto olii di origine diversa e variarli in modo da percepire quello che questo condimento cosi antico e affasciante può donarci




