Posted: luglio 17th, 2010 | Filed under: Contorni, Secondi piatti | Tags: aubergine, calabria, eggplant, melanzana, ricette | No Comments »

image: Checiàp
Premessa: Questa ricetta è tipica del sud Italia, questa ricetta mi è stata insegnata in uno dei miei viaggi in Calabria. Esistono molte varianti, come sempre nei piatti regionali, spero che la mia versione vi piaccia.
Ingredienti:
- 2 melanzane
- pane grattuggiato q.b.
- 50 gr di scamorza e/o pecorino e/o emental
- 50 gr prosciutto a dadini
- 2 uova
- farina e sale q.b
- olio per friggere
Preparazione :
Tagliatele le melanzane a cubetti e lessatele, poi passatele nel frullatore ad immersione per un impasto omogeneo. Strizzatele dall’acqua in un colino e versate il composto di melanzane lesse in una terrina. Aggiunetevi i formaggi, tagliati a dadini, il prosciutto, un pò di pane grattuggiato, sale e le uova. Amalgamate il tutto e lasciate riposare per 30 minuti.
Prendete il composto e aiutandovi con un cucchiaio fate delle “palline” ovvero le polpette. A questo punto potete scegliere due modi di cottura
- Fritte: friggete in olio bollente le polpettine, essendo tutti ingredienti cotti basteranno pochi minuti per dare un aspetto dorato alla polpettina, ricordatevi di passarla prima nel pane grattuggiato e poi nell’olio.
- Al forno: adagiate le polpette in una terrina e infornate per 20 minuti circa a 180°, potete ricoprirle di sugo al pomodoro per renderle ancora più gustose
Posted: luglio 9th, 2010 | Filed under: Superalcolici | Tags: bevande alcoliche, calabria, Frutta, limoncello, ricette | No Comments »

image: chadmiller
Ricetta tramandata nella tradizione Calabrese, l’ho sperimentata un paio di volte, ed è sempre stato un successo, a voi dunque la ricetta!
Ingredienti per 2 litri di limoncello:
- 10 limoni (meglio se provenienti dal Sud italia)
- 1 kg di zucchero
- 1 litro di alcol a 95°
- 1 litro di acqua
Preparazione in 5 step:
Step 1
Sbucciate con un pelapatate i limoni raccogliendo le scorze in un recipiente. Versate un litro di alcol a 95° e chiudete il recipiente ermeticamente, lasciando riposare l’impasto per 15 giorni al buio. Di tanto in tanto smuovete il recipiente tenendolo sempre rigorosamente chiuso ermeticamente. In questa fase l’alcol toglierà tutto il colore e il profumo dalle scorze di limone, caricandosi di sapore.
Step 2
Nel frattempo possiamo preparare uno sciroppo, dai limoni sbucciati ricaviamone il succo, aggiungiamo 1 litro di acqua e lo zucchero necessario e mescolando insieme gli ingredienti a fuoco lento si potrà generare un vero e proprio sciroppo. Per capire la giusta densità dello sciroppo possiamo regolarci visivamente, nel momento in cui lo portiamo ad ebollizione bastano pochi minuti per addensarlo. Con questo procedimento stiamo pastorizzando il succo di limone, in modo da conservarlo intatto per il tempo neccessario alla ricetta. Una volta formato lo sciroppo lasciarlo raffreddare, e metterlo in frigo.
Step 3
Allo scadere dei 15 giorni di riposo delle buccie di limone sotto alcol è arrivato il momento di unire, in un grande recipiente alcol (con le buccie di limone ancora dentro) e sciroppo. Chiudete il recipiente e lasciate riposare un altro giorno. L’unione di questi due composti si amalgama in quelle 24 ore, oltre all’opera di conservazione massima che crea l’alcol con i suoi 95°
Step 4
Preparate un imbuto rivestito con una garza e delle bottiglie che in totale abbiano la capienza di 2 litri di limoncello. (io sono riuscita a riempire 3 bottiglie, 2 da 1/2 e una da litro). Passate alla fase di filtraggio, filtrate con attenzione il limoncello nelle bottiglie grazie all’imbuto con la garza, l’operazione può risultare lenta perchè lo sciroppo è denso e le scorze del limone sono imbevute e trattengono il liquido.
Step 5
A questo punto avete davanti a voi le vostre bottiglie di limoncello, ma attenzione! non sono pronte. Infatti il limoncello ha bisogno di un ulteriore periodo di riposo e deposito per essere effettivo. Tenere a riposo almeno per 1 mese, si può conservare sia in frigo che a temperatura ambiente.
Come servirlo:
Servire il limoncello è una tradizione accurata, andrebbe tenuto in un luogo fresco, anche in frigo per chi piace e servito in bicchierini piccoli, per superalcolici, congelati, tenuti proprio per ore nella cella del freezer per esaltare poi il gusto del liquore.
PS. Grado alcolico:
Facendo la proporzione tra 1 litro di alcol, il succo di limone e 1 litro di acqua, con questa ricetta si raggiunge un limoncello a 45°, se si vuole farlo più leggero, basta diluirlo aggiungendo acqua, e calcolare il grado alcolico ottenuto, a seconda dei gusti.
Posted: luglio 3rd, 2009 | Filed under: Antipasti, Condimenti, Degustazione, Primi piatti, Secondi piatti | Tags: calabria, peroncino, piccante | No Comments »

image: fabriziosinopoli
Cos’è il peperoncino?
Il peperoncino piccante era usato come alimento fin da tempi antichissimi. Dalla testimonianza di reperti archeologici sappiamo che già nel 5500 a.C. era conosciuto in Messico, presente in quelle zone come pianta coltivata, ed era la sola spezia usata dagli indiani del Peru e del Messico. In Europa il peperoncino è arrivato con Cristoforo Colombo che l’ha portato dalle Americhe col suo secondo viaggio, nel 1493. [...] La sostanza artefice principale della piccantezza è l’alcaloide capsaicina (8-metil-N-vanillil-6-nonenamide o C18H27NO3), insieme ad altre 4 sostanze naturali correlate, chiamate collettivamente capsaicinoidi, che ne comprendono anche altre di sintesi. Ogni capsacinoide ha piccantezza relativa e un sapore diversi nella bocca, e una variazione nelle proporzioni di queste sostanze determina le diverse sensazioni prodotte dalle diverse varietà, oltre al loro contenuto. La scala di Scoville misura la piccantezza del peperoncino.
(fonte Wikipedia)
Come si può usare il peperoncino?
Questo piccante condimento può diventare il nostro alleato in numerosi piatti, per esalare il gusto e renderli vivaci e gustosi, alcune ricette?
Tra i primi piatti non può mancare il più famoso condimento italiano: Aglio, olio e peperoncino! La preparazione è semplicissima, una volta pronta la pasta, meglio se spaghetti, aggiungere un filo d’olio, l’aglio e peperoncino a piacere! La famosa pasta all’arrabbiata? Il sugo di pomodoro è accompagnato con il peperoncino in modo da dargli un gusto deciso!
Il peperoncino oltre che aggiunto ai sughi possiamo usarlo anche come antipasto, stendendone un pizzico su una fetta di pane tostato, il tutto va accompagnato con un buon aperitivo, altro impiego è nei secondi, come nel pollo all’arrabbiata, ad esempio, dove l’aggiunta di peperoncino conferisce decisamente un gusto molto particolare e piacevole.
Il gusto del peperoncino si sposa perfettamente anche con il pesce, nel ragù di mare, nei gamberetti thai e nelle preparazioni di pesce al vapore e al forno.
Il peperoncino può accompagnare anche frutta e dolci, (ad esempio la confettura di peperoncino) unendo il sapore dolce al piccante in un abbraccio che diventa indescrivibile!
Che rimane da dire? che è sicuramente un gusto che va provato! Volete un assaggio? Contattateci lasciando un vostro recapito a info@saporevero.it
Posted: giugno 13th, 2009 | Filed under: Antipasti, Primi piatti, Secondi piatti | Tags: calabria, insaccati, piccante, salumi | No Comments »

image: SaporeVero
Cos’è la Nduja?
La ‘Nduja, prende il suo strano nome dal francese Andouille ⇒ Anduja, ed è un tipico salame calabrese morbido e particolarmente piccante. Viene prodotto prevalentemente nella zona di Spilinga (VV), oltre che su tutto il territorio calabro. La Nduja viene preparata con le parti grasse della carne del suino, aggiungendo solo sale e peperoncino piccante calabrese, viene poi conservata nel budello cieco, per poi essere affumicata.
Come si può usare la Nduja?
Le ricette con questo salume sono dettate dal gusto e dalla fantasia!
Pane e Nduja
Spalmata su fette di pane abbrustolito, meglio se caldo, diventa un ottimo e piccantissimo antipasto.
Sugo all’Nduja
Nella base del ragu, cucinato come un soffritto, e aggiungendo sugo di pomodoro, per condire una pasta saporita e piccante.
Pasta all’Nduja
Aggiungendo, aiutandosi con un cucchiaino dei pezzi del morbido salume sulla pasta
Pizza all’Nduja
Qui ci possono essere diverse varianti:
- Pizza Margherita all’Nduja: come una semplice margherita si aggiungono qui e la dei pezzettini di Nduja
- Pizza Nduja e cipolle rosse di Tropea: una pizza bianca con mozzarella, Nduja, cipolle fresche tagliate fine, pomodori a ciliegina, olio, sale e origano selvaggio,
- Pizza Nduja e scapicia: con Nduja, mozzarella di bufala, melanzane a filetto sott’olio (in calabrese dette “scapicia”), olio d’oliva e origano
Volete un assaggio? Contattateci lasciando un vostro recapito a info@saporevero.it