Limoncello (della zia Faby)

Posted: luglio 9th, 2010 | Filed under: Superalcolici | Tags: , , , , | No Comments »

image: chadmiller

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Ricetta tramandata nella tradizione Calabrese, l’ho sperimentata un paio di volte, ed è sempre stato un successo, a voi dunque la ricetta! :)

Ingredienti per 2 litri di limoncello:

  • 10 limoni (meglio se provenienti dal Sud italia)
  • 1 kg di zucchero
  • 1 litro di alcol a 95°
  • 1 litro di acqua

Preparazione in 5 step:

Step 1

Sbucciate con un pelapatate i limoni raccogliendo le scorze in un recipiente. Versate un litro di alcol a 95° e chiudete il recipiente ermeticamente, lasciando riposare l’impasto per 15 giorni al buio. Di tanto in tanto smuovete il recipiente tenendolo sempre rigorosamente chiuso ermeticamente. In questa fase l’alcol toglierà tutto il colore e il profumo dalle scorze di limone, caricandosi di sapore.

Step 2

Nel frattempo possiamo preparare uno sciroppo, dai limoni sbucciati ricaviamone il succo, aggiungiamo 1 litro di acqua e lo zucchero necessario e mescolando insieme gli ingredienti a fuoco lento si potrà generare un vero e proprio sciroppo. Per capire la giusta densità dello sciroppo possiamo regolarci visivamente, nel momento in cui lo portiamo ad ebollizione bastano pochi minuti per addensarlo. Con questo procedimento stiamo pastorizzando il succo di limone, in modo da conservarlo intatto per il tempo neccessario alla ricetta. Una volta formato lo sciroppo lasciarlo raffreddare, e metterlo in frigo.

Step 3

Allo scadere dei 15 giorni di riposo delle buccie di limone sotto alcol è arrivato il momento di unire, in un grande recipiente alcol (con le buccie di limone ancora dentro) e sciroppo. Chiudete il recipiente e lasciate riposare un altro giorno. L’unione di questi due composti si amalgama in quelle 24 ore, oltre all’opera di conservazione massima che crea l’alcol con i suoi 95°

Step 4

Preparate un imbuto rivestito con una garza e delle bottiglie che in totale abbiano la capienza di 2 litri di limoncello. (io sono riuscita a riempire 3 bottiglie, 2 da 1/2 e una da litro). Passate alla fase di filtraggio, filtrate con attenzione il limoncello nelle bottiglie grazie all’imbuto con la garza, l’operazione può risultare lenta perchè lo sciroppo è denso e le scorze del limone sono imbevute e trattengono il liquido.

Step 5

A questo punto avete davanti a voi le vostre bottiglie di limoncello, ma attenzione! non sono pronte. Infatti il limoncello ha bisogno di un ulteriore periodo di riposo e deposito per essere effettivo. Tenere a riposo almeno per 1 mese, si può conservare sia in frigo che a temperatura ambiente.

Come servirlo:

Servire il limoncello è una tradizione accurata, andrebbe tenuto in un luogo fresco, anche in frigo per chi piace e servito in bicchierini piccoli, per superalcolici, congelati, tenuti proprio per ore nella cella del freezer per esaltare poi il gusto del liquore.

PS. Grado alcolico:

Facendo la proporzione tra 1 litro di alcol, il succo di limone e 1 litro di acqua, con questa ricetta si raggiunge un limoncello a 45°, se si vuole farlo più leggero, basta diluirlo aggiungendo acqua, e calcolare il grado alcolico ottenuto, a seconda dei gusti.


In un bicchiere di vino

Posted: luglio 27th, 2009 | Filed under: Vino | Tags: , , | No Comments »

image: JMVerco

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Il vino è il prodotto che si ottiene dalla fermentazione alcolica, totale o parziale, di uve fresche pigiate o meno, oppure dai mosti delle uve stesse. La fermentazione alcolica avviene grazie a microrganismi, in particolare lieviti, che trasformano gli zuccheri del mosto in alcol etilico e anidride carbonica.

Il vino può contenere

  • grado alcolico svolto: percentuale in volume dell’alcol presente – dato obblicatori in etichettatura del vino -
  • grado alcolico potenziale: percentuale in volume di alcol ottenibile dalla fermentazione degli zuccheri presenti
  • grado alcolico complessivo: somma del grado svolto e potenziale.

Chimicamente il vino è composto principalmente di

  • da acqua per l’85% – 90%
  • alcoli, soprattitto alcol etilico che dà il grado alcolico
  • anidride carbonica: che conferisce il gusto acidulo-frizzante;
  • acidi fissi e volatili che la loro somma da l’acidità totale del vino
  • zuccheri

Acini d’uva

Posted: luglio 24th, 2009 | Filed under: Frutta, Vino | Tags: , , , , | No Comments »
image: pizzodisevo

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L’uva è il frutto della vite. Si presenta sotto forma di grappolo, composto da un graspo e da numerosi acini, detti anche chicchi, o  bacche, di piccola taglia e di colore chiaro (giallo, giallo dorato o verde) nel caso dell’uva bianca, o di colore scuro (rosa, viola o nero) nel caso dell’uva nera.  L’acino è a sua volta costituito dalla buccia, dalla polpa e dai semi, i vinaccioli. (Fonte Wikipedia)

Come si utilizza l’uva?

L’uva viene utilizzata:

  • per la produzione del vino, e si parla in questo caso di uva da vino,
  • per il consumo alimentare come frutta, fresca o  secca, ricordiamo ad esempio l’uva passa, utilizzata in cucina e nella preparazione dei dolci
  • dal chicco d’uva si estrae il succo d’uva, bevanda non alcolica
  • dai semi si estrae l’olio di vinaccioli.

Il mosto ricavato dall’uva fresca mediante pigiatura e sgrondatura, ha una gradazione complessiva naturale non inferiore a 8% vol nel Meridione d’Italia e 9% vol al settentrione, questo viene utilizzato per la trasformazione in vino a mezzo della fermentazione. Viene anche cotto, e si parla di mosto cotto per il suo utilizzo in cucina, per il suo sapore particolare si accosta sia a pietanze salate che dolci, ad esempio noto è l’abbinamento con la polenta appena tolta dal fuoco oppure accompagnando vari dolci e semifreddi. Se volete provarlo non avete che da chiedere!


Marmellata di Arance

Posted: luglio 18th, 2009 | Filed under: Degustazione | Tags: , | No Comments »

image: mbaruzza_2

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Oggi l’arancio è l’agrume più diffuso nel mondo e se ne coltivano centinaia di varietà. Alcuni frutti sono a polpa bionda (ovale, biondo comune, navelina, washington navel, ecc.), altri a polpa rossa per via dei pigmenti antocianici in essi contenuti (moro, tarocco, sanguinello), alcuni più grandi e più belli, altri di aspetto più modesto e dalla buccia più sottile, ma più sugosi e dunque adatti per spremute. Solo in Italia più di venti varietà vengono coltivate come frutta da tavola ed altrettante per spremuta. (Fonte Wikipedia)

La marmellata che si ottiene da questo agrume assume un sapore agrodolce che si sposa bene nelle preparazioni di dolci di frutta come crostate, torte secche e biscotti.

Il sapore è davvero particolare, volete provarla? Contattateci lasciando un vostro recapito a info@saporevero.it


Marmellate

Posted: luglio 15th, 2009 | Filed under: Degustazione, Dolci | Tags: , | No Comments »

image: san paco martire

image: san paco martire

Con il termine marmellata si intende comunemente una preparazione semisolida dolce o agrodolce, a base di frutta. Dal 1982, per effetto di una direttiva comunitaria europea, solo prodotti ottenuti da agrumi possono essere venduti nell’Unione Europea con la denominazione di “marmellata”, mentre tutte le altre preparazioni vanno chiamate confettura.

Su proposta delle varie regioni, sono stati riconosciuti i seguenti prodotti agroalimentari tradizionali italiani, ad esempio alla Regione Calabria sono state riconosciute come preparazioni regionali:

  • marmellata di arance
  • marmellata di bergamotto
  • confettura di cipolla rossa di tropea
  • marmellata di clementine
  • marmellata di limoni
  • marmellata di mandarini
  • confettura di uva